Foto Matteo Perini

I bambini della Maison de La Joie - Ouidah

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Joel è arrivato alla Maison. E non è arrivato da solo.

"Ciao, io mi chiamo Joel. La nonna dice che la mia mamma era bellissima, ma io non lo so. Dice anche che aveva gli occhi grandi e che era giovane, ma io non so nemmeno questo, perché è morta quando sono nato. Ora siamo io e lei, mio padre è scappato, ma la nonna dice che gli uomini qui sono tutti così, fanno i padroni e poi se la svignano senza lasciare niente alle mamme e ai bambini. A me non importa niente di lui, perché a me serve solo il latte e quello, lo so anch’io, è attaccato alle mamme. Peccato che non sia attaccato anche alle nonne, perché ho sempre una fame tremenda e anche se tiro con tutte le mie forze non esce mai niente. Di giorno sto sulla schiena della nonna e lì mi addormento perché di notte, per terra, non ci riesco mai. Non ci sto male per terra, ma ci sono i topi che si fermano sempre davanti alla mia faccia e allora la nonna grida, ma certe volte non se ne accorge perché è stanca e dorme. Allora grido io per svegliarla.

Da quando i topi mi hanno rosicchiato l’orecchio io e la nonna non smettiamo più di piangere. Io vorrei resistere, ma ho sempre fame e non riesco a trattenermi e lei deve averlo capito perché mi ha legato sulla schiena e mi ha portato all’orfanotrofio dove, mi ha detto, mi potevano dare da mangiare. Ma non è stato così. La signora con il velo, che la nonna chiama suora, ha detto che non c’era da mangiare nemmeno per tutti quelli che stavano già lì e così siamo tornati a casa. Penso tutto il giorno al latte.

Un po’ di tempo fa siamo partiti ancora per la città, abbiamo camminato altri due giorni, siamo arrivati da una signora, la nonna mi ha dato un bacio e se ne è andata via, piangendo. Non l’ho più vista e mi manca un po’. La signora è gentile, ma ha altri tre bambini che hanno fame come me. Vuole che la chiamo mamma, quando imparo a parlare lo faccio, perché è gentile come la nonna, ma io speravo tanto di mangiare e invece anche qui non c’è niente, ma almeno non ci sono neanche i topi.

Oggi la mia nuova mamma ci ha presi tutti e quattro e ci ha portati in una casa bellissima, si chiama la Maison de La Joie - Ouidah, piena di bambini che ridono e che, secondo me, mangiano tutti i giorni. Forse ridono per questo. Mentre li guardavo giocare è arrivata un’altra signora che mi ha preso in braccio e si è messa a piangere anche lei. Devo essere molto brutto per fare piangere tutte le mamme così! Quando ha smesso ci ha caricati tutti su una macchina con le ruote e ci ha portati in un posto che si chiama dispensario. Lì mi hanno fatto malissimo con le punture e con i tubi infilati nel braccio però, dopo, mi hanno dato una sacco di latte da mangiare. Secondo me il latte è la cosa più bella che c’è.

Mentre mangiavo la signora si è messa al telefono e sentivo che parlava in una lingua che non conosco. Quando è tornata, ha detto alla mia nuova mamma che un signore di nome Flavio, che abita molto più lontano della nonna, ci avrebbe aiutato. La mia nuova mamma si è messa a piangere ancora. Che strane le mamme, piangono se sono tristi e anche se sono contente. Ci ha detto che da oggi potevamo iniziare a diventare grandi e forti perché Flavio e i volontari ci avrebbero aiutati.

Io ho pensato che le promettevo di fare il bravo, voglio proprio scoprire cosa sono le favole, perché secondo me sono belle quasi come il latte."

 

 Grazie all’intervento immediato dei nostri volontari Joel e i tre fratellini hanno ricevuto le cure sanitarie d’emergenza e sono stati accolti nella famiglia della Maison de La Joie - Ouidah. Ora necessitano di un sostegno a distanza.

 
Ad oggi non tutti i bambini che vivono alla Maison de La Joie - Ouidah sono aiutati da un sostegno a distanza.

Se desideri dare il tuo contributo, fare una donazione o chiedere informazioni scrivici e saremo lieti di rispondere.


Le donazioni vengono gestite dalla nostra Onlus:

INSIEME PER CRESCERE, Via Laderchi, 3 - 48018 Faenza (RA)

Se sei interessato scarica il modulo pdf cliccando qui: modulo-adozioni-maison-de-la-joie.pdf

Progetti in corso di realizzazione

aiuti e sostegno a donne e bambiniPossiamo suddividere i nostri progetti in due categorie: quelli continuativi che fanno parte dell’anima stessa della Maison nata per accogliere e aiutare donne e bambini e quelli che comportano la costruzione di edifici, pozzi, mulini, impianti di irrigazione e che di volta in volta vengono avviati e realizzati.

Al fine di iniziare e terminare questi ultimi in tempi utili si è deciso di procedere periodicamente ad una valutazione di priorità. Parlare di “priorità” in Africa è quasi assurdo, ma crediamo che l’unico modo per realizzare davvero qualcosa sia quello di fare piccoli passi senza mai fermarsi con progetti che sappiamo di poter iniziare e terminare, con promesse che sappiamo di poter mantenere, alimentando speranze che sappiamo di poter trasformare in certezze. Un pozzo, un mulino, la cancelleria per una scuola di cui nessuno si cura.

Perché è proprio così che iniziato il nostro viaggio, un bambino alla volta, uno dopo l’altro, e passo dopo passo siamo pronti a continuare senza paura di perderci nel buio.

 

Medicine per l’ospedale di Tanguietà e per il dispensario di Papegou

medicine per l’ospedale di Tanguità e per il dispensario di PapegouConsegniamo personalmente all’ospedale di Tanguietà a nord del Benin le medicine raccolte in Italia dai nostri volontari. Il primario dell’ospedale è Padre Fiorenzo che opera in Benin dal 1969.

Periodicamente, a partire dal dicembre del 2007 consegniamo alle suore che gestiscono il dispensario di Papegou medicine e offerte.

 


Sostegno scuola dei villaggi Taneka

sostegno scuola dei villaggi TanekaI villaggi Taneka si trovano tra le montagne del nord est del Benin. I Tangba, ossia gli abitanti di questi villaggi, sono considerati dalla cultura tradizionale “popolo magico” poiché hanno vissuto fino ad oggi secondo antichi riti e tradizioni.

Lo Stato ha costruito una scuola elementare di tre aule per più di 1000 bambini senza fornire né gli insegnanti né strumenti volti all’apprendimento.

I due insegnanti sono mantenuti direttamente dalla gente dei villaggi e la Maison fornisce periodicamente materiale scolastico per permettere almeno un alfabetizzazione di base dei bambini.

La consegna del materiale avviene durante i viaggi di turismo responsabile guidati da Flavio

 

Progetto vaccinazione di tutti i bambini.

Riteniamo che tutti i bambini della Maison debbano essere vaccinati almeno dalle patologie più gravi ed endemiche come il tetano e la febbre gialla.

Grazie all’intervento di alcuni benefattori, nella primavera 2010 abbiamo potuto contattare un medico pediatra a Cotonou e iniziare il primo ciclo di vaccinazioni.

In Benin lo Stato non si prende in carico il servizio sanitario pubblico.

 

Sostegno all’Orfanotrofio di Lokossa

Lokossa è una piccola cittadina sulla strada che da Ouidah, porta ad Abomey. Una città di passaggio, dove i turisti abitualmente non si fermano, ma non i turisti e i volontari della Maison de La Joie - Ouidah - Ouidah; qui infatti per noi e i nostri amici è iniziata una collaborazione con l’orfanotrofio locale.

Per chi conosce qualche orfanotrofio del Benin sa di cosa parliamo: di locali fatiscenti dove sono tenuti in maniera precaria decine di bambini denutriti e a volte ammalati e senza speranze di futuro. La Maison de La Joie - Ouidah, oltre ad aver accolto una parte di questi bambini, si da’ da fare per inviare vestiario, medicinali e scorte alimentari.

Una volontaria della Maison, ha preso a cuora la situazione di Eugenie, una piccola ospite dell’orfanotrofio, con gravi problemi agli arti. Eugenie dopo un primo intervento operatorio è in attesa del secondo intervento risolutore. Le spese sono alte, chi vuole contribuire al sostegno di questo micro-progetto può contattare direttamente Angela (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. )

Sostegno alla comunità di Afataranga

Afataranga è un piccolo villaggio immerso nella savana vicino a Djougou (nord Benin), in una tra le zone più povere del paese, qui gli abitanti fino a qualche anno fa non avevano nemmeno l’acqua pulita da bere. Grazie ad una turista responsabile e grazie al sostegno di altre associazioni italiane siamo riusciti a donare loro un pozzo con finalmente acqua potabile. È seguito poi in accordo con la comunità il dono di un mulino per macinare i cereali. Lo scorso anno infine è stato donato un mulino per la lavorazione del prezioso burro di karité, il vero “tesoro d’Africa”, oltre alla solidarietà.

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